La morte di Zoe, la bambina di sette anni investita insieme al nonno mentre attraversava la Tosco Romagnola a Titignano, è una tragedia che colpisce profondamente tutta la comunità. Il primo pensiero va alla sua famiglia e al dolore indicibile che sta vivendo. Sarà compito degli organi competenti ricostruire la dinamica del sinistro e accertarne le responsabilità. Non sarebbe quindi corretto attribuire oggi questa tragedia alla velocità o ad altre cause specifiche. Ma sarebbe altrettanto sbagliato considerare tragedie come questa una fatalità inevitabile.
Solo due settimane fa sono arrivata a Pisa, una città che sembra essere stata costruita intorno alla sua università: gli studenti riempiono le strade, le biciclette attraversano le piazze e gli edifici custodiscono la memoria di secoli di conoscenza. Sono venuta qui non solo per iniziare un nuovo capitolo della mia vita, ma anche per cercare di comprendere il luogo da cui provengo.
Mi sono iscritta all’Università di Pisa per frequentare il corso di laurea magistrale in Peace Studies: Conflict Transformation and Development Cooperation. Ho potuto intraprendere questo percorso grazie a una borsa di studio completa dell’Università, che mi ha aperto le sue porte e mi è stata accanto fin dall’inizio. L’Università di Pisa, con le sue 20 sedi distribuite in tutta la città, non si è limitata ad accogliermi come studentessa: ha sostenuto me e la mia storia, mantenendo un dialogo costante con il consolato italiano e impegnandosi concretamente per facilitare la mia partenza da Gaza.
Dopo ogni calamità naturale, geologhe e geologi vengono chiamati a spiegare ciò che è accaduto, a gestire le conseguenze e a individuare soluzioni. Ci viene chiesto di parlare di rischio e prevenzione, ma quando si tratta di rafforzare il personale tecnico degli enti locali, la nostra professionalità viene esclusa.
È questa la contraddizione, ai limiti del grottesco, del recente bando Ripam per l’assunzione di 882 specialisti tecnici nelle amministrazioni di diverse regioni del Sud Italia. Il concorso richiede conoscenze specifiche in materia di dissesto idrogeologico, instabilità dei versanti, pericolosità sismica, erosione costiera, vulnerabilità delle risorse idriche, trasformazione del suolo, pianificazione territoriale e realizzazione di infrastrutture. Eppure, tra i titoli di accesso non figurano le lauree delle classi L-34 – Scienze geologiche e LM-74 – Scienze e tecnologie geologiche: un’esclusione che lascia basiti proprio per la stretta attinenza di queste competenze con le funzioni richieste.
Il dibattito suscitato dall’annuncio che dal 1° ottobre Rai Scuola non sarà più presente come canale lineare sul digitale terrestre (con uno spostamento verso RaiPlay, in un ambiente on demand) offre una preziosa occasione per una riflessione circa la responsabilità educativa del servizio pubblico.
La storia della televisione italiana (dall’esperienza di Non è mai troppo tardi avviata nel 1960 con Alberto Manzi) ci ricorda che educazione e comunicazione di massa rappresentano un binomio funzionale ed efficace per promuovere l’alfabetizzazione, a sostegno dell’idea che l’accesso alla conoscenza è una questione di interesse collettivo e di democratizzazione culturale.
Pronunciare ulteriori commenti sull’ultimo film di Christopher Nolan in quanto opera può apparire davvero vano: ogni parola sembra essere già stata spesa e triturata nell’agone della comunicazione contemporanea. In quanto evento cinematografico globale, questa Odissea, realizzata nel formato Imax70mm per esaltare l’immersività percettiva e l’attrazione somatosensoriale delle sequenze più spettacolari, ha riattribuito centralità – come e più di Oppenheimer (2023) – alla sala cinematografica, nell’epoca dell’esperienza filmica rilocata in altri ambienti e su altri dispositivi, restituendo alla visione incanto e rilevanza.
La biodiversità è una rete complessa di relazioni tra specie, habitat e attività umane. Per questo ogni intervento che riguarda la fauna selvatica dovrebbe partire da un principio semplice: conoscere prima di agire. Servono dati, monitoraggi, competenze scientifiche indipendenti e una valutazione attenta degli effetti sugli ecosistemi.
La Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo (CoSA) ha trasmesso al Sindaco di Pisa una lettera contenente osservazioni e richiamando le proposte, già avanzate mesi fa, sull'utilizzo dei circa 9 milioni di euro assegnati alla città dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per il miglioramento della qualità dell'aria.
Si tratta di un contributo tecnico e istituzionale, elaborato nello spirito del Protocollo "Pisa Sostenibile" sottoscritto tra Comune e Università, con un obiettivo molto semplice: contribuire affinché una delle più importanti opportunità di finanziamento degli ultimi anni produca il massimo beneficio possibile per la città. L'intenzione non è dunque quella di sostituirsi all'Amministrazione comunale, né di mettere in discussione il valore delle singole opere proposte. Al contrario, la lettera riconosce che alcuni interventi illustrati dal Comune sono certamente condivisibili e coerenti con gli obiettivi della mobilità sostenibile.
Ogni volta che un incendio industriale, una contaminazione ambientale o un incidente rilevante colpiscono un territorio, il dibattito pubblico si concentra sulle responsabilità immediate: chi ha sbagliato, quali controlli sono mancati, quali norme non sono state rispettate. Sono domande necessarie. Ma se vogliamo evitare che questi episodi continuino a ripetersi, dobbiamo guardare oltre l'emergenza e affrontare le cause strutturali che li rendono possibili.
La Lettera Enciclica "Magnifica Humanitas" non è solo un documento che parla di intelligenza artificiale. In questo scritto la rivoluzione tecnologica è inserita all’interno di un discorso molto più ampio, che riguarda il modo in cui le tecnologie incidono sui rapporti sociali, trasformano la mentalità degli esseri umani, modificano le nostre relazioni con il mondo.
L'International Congress of Mathematicians (ICM) è il più importante congresso mondiale della comunità matematica, si svolge ogni quattro anni e rappresenta un momento fondamentale di incontro, confronto scientifico e riconoscimento internazionale, anche perché in tale occasione vengono assegnati alcuni dei maggiori premi della matematica, tra cui la nota Medaglia Fields. La nostra adesione alla petizione "Move the 2026 ICM out of the US" nasce anzitutto da una preoccupazione riguardante il carattere internazionale e inclusivo del congresso. Negli ultimi mesi, le politiche di ingresso negli Stati Uniti e il clima generale nei confronti di cittadine e cittadini stranieri hanno reso incerta la possibilità di partecipazione per studiosi e studiose provenienti da diversi paesi.