Faggin: “Dal linguaggio dei simboli alla realtà del significato”

Lunedì 29 settembre 2025 l'Università di Pisa ha ospitato Federico Faggin, scienziato e inventore, padre del primo microprocessore e pioniere della microelettronica. Invitato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, lo scienziato ha tenuto nell’Aula Magna Nuova di Palazzo La Sapienza una conferenza dal titolo “Dal linguaggio dei simboli alla realtà del significato: il ruolo della coscienza”.  Nel suo intervento, Faggin ha affrontato alcuni dei temi che più lo impegnano da anni: il rapporto tra coscienza e conoscenza, il significato autentico dell’esperienza umana e i limiti dell’intelligenza artificiale. A valle del suo intervento, ha risposto ad alcune domande per meglio chiarire questa parte del suo pensiero.

STARDust: la meraviglia della scienza con lo sguardo e le parole delle donne

Con il progetto STARDust (Scienza Teatro Arte Ricerca Donne), l'Università di Pisa dà vita ad una nuova narrazione della ricerca scientifica, del suo modo di procedere, della conoscenza che produce, dell’impatto che ha nelle nostre vite. È una sfida creativa che affida allo sguardo e alla voce delle donne che fanno scienza il compito di guidare la narrazione scenica, trasformandole da protagoniste della ricerca a protagoniste del racconto teatrale: “ricercattrici” a tutti gli effetti. Tutte accomunate dalla creatività come capacità di mettere in moto emozioni e pensieri per formare e trasformare, sebbene con linguaggi differenti perché le idee siano accessibili.

Crisi internazionale e ricerca per la pace

Gli ultimi e drammatici avvenimenti, con l'attacco militare di Israele contro l'Iran che segue a quelli contro il Libano e il Territorio Palestinese occupato, confermano il progressivo scivolamento nel caos del quadro internazionale, già fortemente deteriorato a partire dalla guerra in Ucraina. A Gaza si muore, ogni giorno da mesi, sotto le bombe, per fame, sete e malattia. La violenza dell’esercito israeliano sulla popolazione civile è stata più volte denunciata, le violazioni del diritto internazionale sono numerose, gravi sono i crimini perpetrati. Di fronte all'escalation delle azioni belliche e all’irrefrenabile violenza eliminazionista crediamo che la comunità accademica, oggi sottoposta a tentativi di delegittimazione in quanto fonte di verità scomode e di idee indipendenti, debba porsi in prima linea nel rivendicare la legittimità del diritto internazionale, nella difesa dei diritti umani e dei popoli, nella denuncia di ogni evidente violazione, nel rilancio del multilateralismo e nel sostegno alle istituzioni transnazionali come sede di risoluzione delle controversie.

Piero De Cori, una storia da non dimenticare

Quella che abbiamo deciso di raccontare sulle pagine del giornale del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale, ‘Il Piccolo Cimento’, è una storia ricostruita quasi per caso dopo la lettura del libro “La doppia epurazione. L’Università di Pisa e le leggi razziali tra guerra e dopoguerra” delle storiche Francesca Pelini e Ilaria Pavan. Questo testo infatti racconta un periodo difficile per le università italiane, in cui vari docenti, assistenti, ricercatori e studenti ebrei vennero espulsi dall’università italiana a seguito delle leggi razziali entrate in vigore nell’autunno del 1938, e con molte difficoltà, e solo in alcuni casi più fortunati, riuscirono ad essere reinseriti dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Fra i vari nomi citati nel libro quello del dottor Piero De Cori ha subito catturato la nostra attenzione, in quanto proprio negli anni precedenti al 1938 De Cori era impiegato come assistente di laboratorio presso l’Istituto di Chimica Generale a Pisa, sotto la direzione del professor Camillo Porlezza. Grazie ad alcune ricerche negli archivi dell’Università di Pisa siamo riusciti a ricostruire qualche frammento della vita dell’allora giovane assistente, vedendo ad esempio quali erano stati gli argomenti di ricerca della sua tesi di laurea in ‘chimica pura’ conseguita il 27 luglio del 1927, e di alcune sue successive pubblicazioni scientifiche. Tuttavia, tutti i documenti rintracciati su Piero De Cori si fermavano al 1938, facendoci temere che qualcosa di brutto fosse capitato al giovane chimico.

Un fiore per Gaza. L’università come spazio pubblico e civile

Lunedì 23 giugno, alle 18:30 in piazza Garibaldi a Pisa ci ritroveremo per un gesto simbolico: portare un fiore e un messaggio di pace, per Gaza. È un’iniziativa aperta a tutte e tutti, nata in modo spontaneo da un gruppo di docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, in continuità con azioni analoghe che si stanno facendo in altri dipartimenti dell'ateneo. In un contesto globale attraversato da conflitti armati, e di fronte alla gravità della situazione di Gaza, abbiamo sentito l’urgenza di un momento pubblico per riflettere ed esprimere solidarietà. Un fiore per Gaza vuole essere un esercizio di attenzione, un’occasione per riaffermare la necessità di praticare responsabilità etica e pensiero critico anche fuori dalle aule universitarie.

Curtatone e Montanara: memoria, tradizione, simbolo

L’Università di Pisa, insieme ad altre importanti istituzioni, ha da poco celebrato il 177° anniversario della Battaglia, davanti ad un pubblico numeroso e variegato. L’attenzione verso questa manifestazione è costantemente cresciuta negli scorsi anni, dopo il cambio di passo impresso durante il rettorato di Paolo Mancarella. All’epoca, infatti, furono istituiti il Comitato scientifico ed il Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura, i due assi portanti attraverso cui l’ateneo preserva e promuove la memoria di quel fondamentale episodio del Risorgimento. Il 29 maggio 1848 il sacrificio di quel corpo di volontari, inedito esercito composto da docenti e studenti universitari, molti dei quali giovanissimi, si impose all’opinione pubblica. Il Battaglione Universitario lottò contro forze superiori, restando sconfitto, ma il suo esempio incarnò da subito il rinnovamento morale e civile del Paese: aveva mostrato che l’intellettualità raccolta dentro le università poteva e voleva avere una funzione propulsiva per la costruzione della nuova società italiana.

Benvenuto Unipinews

Nasce unipinews, il nuovo magazine dell’Ateneo dedicato alle notizie per raccontare la nostra comunità con ancora più spazio ai contributi multimediali e visivi. Unipinews fa parte di un’operazione più ampia di rinnovamento del sito Unipi.it che ha comportato un lavoro impegnativo di revisione di totale: nuova grafica, nuovi contenuti, un nuovo modo di affacciarsi al mondo. I temi centrali saranno la ricerca, i progetti con il territorio, l’innovazione e la cultura. Protagonisti saranno docenti, studentesse e studenti, colleghi e colleghe dell’amministrazione. La speranza è che tutti possano portare il loro contributo.

Il blackout in Spagna ci ricorda l’importanza del Sistema elettrico per l’energia

Lunedì 28 aprile nella penisola iberica si è manifestato un ampio black-out, termine che, pensando alla “luce” che se ne va e al buio che ne consegue, indica la mancanza di energia elettrica. Si è visto, per chi non ci avesse mai pensato, che senza l’energia elettrica si ferma tutto, gli elettrodomestici, i semafori, le infrastrutture telematiche, gli ascensori, i treni… L’energia elettrica è fornita da quello che si chiama il “Sistema elettrico per l’energia”, che è esattamente l’argomento di un mio insegnamento all’Università di Pisa. Questo sistema ha il compito di fornire ai carichi tutta l’energia che richiedono e lo fa producendo istante per istante, 24 ore su 24 questa energia (più una piccola aliquota perduta lungo le linee e negli altri componenti del sistema), adeguandosi continuamente alle necessità sia dei carichi stessi che dei sistemi di generazione da fonti non programmabili, quali la solare e l’eolica.